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Normative
I compiti del Sindaco
L'esperienza del canile di Noto
Accade ripetutamente che i Sindaci, in diverse, troppe, località italiane, non abbiano alcun rispetto di quelle che sono le leggi che sono state fatte per la tutela ed il benessere degli animali. Accade. troppo spesso, che situazioni, che in qualche modo si assomigliano per la brutalità che le accompagna, vengano denunciate da associazioni e volontariato. Tutto questo nella totale assenza delle istituzioni e dei sindaci che, nei vari territori, sono responsabili, quali primi cittadini, di quelli che sono i diritti degli animali che vivono su quel territorio. Il sindaco ha il dovere e la RESPONSABILITA' E' TUTTA A SUO CARICO DI QUELLO CHE ACCADE ed il suo compito è: FAVORIRE E DIFFONDERE I PRINCIPI DI CORRETTA CONVIVENZA CON LA SPECIE UMANA.
Questo in accordo con la Dichiarazione Universale dei Diritti degli Animali, proclamata il 15 ottobre 1978 presso la sede dell'UNESCO a Parigi, e con la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia di Strasburgo del 1987. Il Sindaco, in base agli articoli 823 e 826 del Codice Civile, esercita la tutela delle specie animali presenti allo stato libero nel territorio comunale. Il Sindaco, in base alla l. 281/91 ed alla L.R. 43/95 promuove e disciplina la tutela degli animali d'affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono.
A Noto, come è accaduto a Manduria, come accade in Sicilia ed in altri innumerevoli posti in Italia, il Sindaco non solo non assolve il suo compito di primo cittadino ma non interviene in canili come questo in cui i cani vengono uccisi, soppressi in maniera orribile, trucidati, prova ne è la testimonianza di volontari che hanno denunciato simili orrori e che non hanno ricevuto nessun intervento teso a tutelare i cani costretti a rimanere in questo canile.
Quanti cani sono ancora in pericolo in attesa che il primo cittadino di questo paese si prenda quello che è il suo diritto di intervenire e quando il governo, le istituzioni, i corpi civili e le forze dell'ordine si premuniranno di adempiere a quello che è il loro compito di intervento e di tutela, senza lasciare il tutto nelle mani di questi volontari che in prima persona si espongono e si prendono la responsabilità diretta di tutto questo, i cani rimarranno in continuo pericolo sia di morire che di ammalarsi.
Non vorremmo, noi volontari di questa penisola, che è piena di tante belle cose, doverci vergognare di viverci e di doverci confrontare con le realtà peggiori quali sono quelle della Spagna, della Croazia, della Cina, di tutti quei posti in cui gli animali non valgono niente e sono oggetto di tutto quello che di peggiore puo' essere fatto dalla specie umana nei loro confronti.
Spero, come cittadina italiana, di non dovermi vergognare di essere in un Paese in cui sono state fatte delle leggi sulla tutela degli animali, delle quali dovremmo essere fieri ed orgogliosi, che invece non vengono rispettate, leggi ottenute sulle ns. lotte e su quelle di parlamentari che ci hanno appoggiati per averle e che, oggi, non si impongono con questi sindaci che, di queste leggi, non si prendono neanche la briga di tenerle in considerazione, che le ignorano e che in qualche modo si rendono complici di quello che accade in canili come questo e come tanti altri.
Spero che le ns. proteste, le ns. lotte, le ns. continue richieste di intervento abbiano da parte vs. un minimo di riscontro e ci mettiate nella condizione di capire che un punto di risposta esiste ancora e che non siamo costretti, per chiedere di rispettare le leggi che ci sono, rivolgerci a legali che tutelino leggi esistenti e non attuate.
Distinti saluti.
Vania Simeoni - Presidente Circolo Auser "I Cento Passi" - MIRA VE |