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L'esercito clandestino che protegge gli animali
di Monica Zunica da "La Repubblica edizione di Napoli"
Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, mentre noi viviamo riparati dalle certezze del quotidiano e dagli oggetti che ci circondano, centinaia di animali vengono uccisi, maltrattatati, torturati, abbandonati, investiti dalle auto in corsa, incatenati e violentati psicologicamente. Sono costretti a combattere, picchiati a morte, umiliati. La loro dignità di esseri viventi viene calpestata proprio come le loro carcasse restano spalmate sull'asfalto delle strade provinciali. A Napoli e nel resto del sud Italia, dove il rispetto per gli animali è ancora il sogno di una minoranza, questo fenomeno, in confronto ad altre città, è assai più diffuso e ignorato.
Basti pensare, infatti, che da Roma in su il fenomeno del randagismo è di gran lunga più contenuto e le strutture di accoglienza e di ricovero funzionano quasi sempre bene. Gli episodi di maggiore ferocia, infatti, sono quasi tutti concentrati nel sud Italia, Cani fucilati sul Vesuvio, altri impiccati a Castellamare di Stabia. Porto Empedocle, in Sicilia, è palcoscenico di atrocità inenarrabili tra cui accoltellamenti, decapitazioni, cani e gatti bruciati vivi, cuccioli accecati e altre mille torture. Se la carta dei diritti degli animali in questo ultimo secolo ha sgomitato e ancora lotta per conquistare una legittima dignità e un meritato rispetto, da Napoli in giù diventa un misero foglio volante buono solo per essere consultato da quei pochissimi che sono considerati pazzi. Nonostante ciò, in questa città ammalata di molti mali, un esercito di combattenti opera, all'insaputa di tutti, in difesa degli animali. È un esercito prevalentemente femminile, che non ha paura di schierarsi in prima linea per difendere i diritti di chi non ha la possibilità di dire la propria. Sono soldati disarmati che lottano contro ogni forma di violenza.
Non vogliono gloria, non si aspettano neanche una ricompensa ultraterrena eppure sono angeli con le mani sporche di fango, immondizia, escrementi, sangue e rabbia. Il sangue e il dolore degli animali che sottraggono a morte certa e la rabbia con la quale combattono fino allo sfinimento contro coloro che maltrattano, torturano e uccidono unicamente per il piacere di esercitare un potere vile su esseri indifesi.
Il seme della violenza, che gode nel colpire indifferentemente uomini e animali, è senza dubbio un pericolo costante che minaccia la serenità degli uomini, eppure resta forte e inespugnabile.
Circola tra le strade della città e si arrocca dietro l'indifferenza e l'ignoranza.
Paraventi, questi, che affondano le proprie radici in un'antica certezza che alimenta nell'uomo la convinzione di poter disporre della vita e della morte di tutto ciò che lo circonda.
Lo stesso San Tommaso, pur appartenendo a una religione che giustifica e legittima quel potere (E Dio disse loro: siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra, soggiogatela e abbiate potere sui pesci del mare, sui volatili del cielo e su ogni animale che striscia sulla terra), capisce che "l'essere crudeli verso gli animali può abituarci a essere crudeli verso gli uomini".
La preoccupazione di San Tommaso, certo non mossa da sentimenti animalisti, diventa oggi una certezza nel cuore di alcuni e una sciocchezza nei pensieri di altri. A conoscere bene, invece, il potere nefasto del desiderio umano di onnipotenza è proprio l'esercito dei combattenti napoletani.
La loro lungimirante capacità di empatia li rende come profeti senza seguaci. Ognuno di loro porta in sé la disperata veggenza di Cassandra. Sanno di essere derisi e ancora più spesso intralciati e minacciati ma, nonostante tutto, sacrificano gran parte della loro vita in silenzio per assicurare a un numero sempre maggiore di animali il rispetto che meritano. Fanno irruzione nei canili lager che gente senza scrupoli gestisce. Nella periferia della città attraversano cumuli di immondizia che Napoli non sa riciclare, cercando tra i rifiuti i corpicini martoriati che nessuno nota, salvano vite che altrimenti sarebbero perdute. Gli angeli, facendo leva sui loro miseri guadagni raggruppano superstiti in luoghi di prima accoglienza, fotografano ogni animale e lanciano appelli disperati ai loro colleghi del nord Italia, Milano, Torino, Firenze, Bologna, Bolzano e altre mille destinazioni dove altri angeli raccolgono fotografie, lanciano nuovi appelli, controllano le richieste di adozione e cercano una famiglia degna di chiamarsi tale per i reduci della guerra tra angeli e demoni che a Napoli non finirà mai. Proprio come le guerre sante. Ogni settimana, di notte, soldati armati di coperte, cuscini, cibo e acqua caricano macchine intere di cani e gatti terrorizzati. I loro occhi guardano atterriti il paese che si apprestano a lasciare e non sanno che vanno verso la salvezza. Piuttosto hanno paura di essere ancora una volta torturati o peggio, come è capitato ad altri, catturati per il commercio clandestino di pellicce o per la richiesta sempre crescente di cavie da laboratorio. È in quel preciso istante che i soldati diventano angeli, si avvicinano ai viaggiatori spaventati e li accarezzano, spesso li baciano sul muso atterrito e loro si calmano. Si accucciano nelle loro gabbiette e per la prima volta sperano.
I motori delle macchine si mettono in moto e dopo qualche ora Napoli è solo un brutto sogno da dimenticare. I guidatori senza certezze né comprensione percorrono chilometri e chilometri fino a destinazione. Spesso in luoghi, che non sono mai gli stessi, altre macchine aspettano. Gli animali vengono trasferiti da una vettura all'altra, i soldati si salutano abbracciandosi e poi si riparte. In ogni città, andando verso il nord, soldati impietriti dal freddo sono pronti a soccorrere i superstiti. A Napoli quelli che restano vanno nuovamente in cerca di altre vite da salvare. Le loro macchine fotografiche non saranno mai stanche di immortalare lo scempio che gli umani sanno compiere. Arriverà presto una nuova settimana e altre macchine saranno pronte a partire. Tutto riprenderà come sempre ma nel petto dei soldati volontari potrà battere liberamente un cuore di angelo che si riscalderà al pensiero di tanti animaletti napoletani finalmente salvi nelle città del nord. Non voglio scrivere né chi sono i soldati né dove operano. Non voglio neanche rivelare attraverso quali reti si muovono. In primo luogo perché non sarebbe giusto e in secondo luogo perché in tempo di guerra le manovre sono sempre top secret. L'unica cosa che posso dire è che andranno avanti e saranno forti. La loro speranza regge sul fatto che nel corso della storia altri uomini sono in qualche modo schierati dalla loro parte. Plutarco, Leonardo Da Vinci, Charles Baudelaire, Franz Kafka, Jeremy Bentham, J.M. Coetzee, Annamaria Ortese, Arthur Schopenhauer, Pablo Ricasso, R.M. Rilke, E.T.A Hoffman, Francesco d'Assisi, Jacques Derida, Tom Regan, Peter Singer, Sholem Alykhem, Amos Oz, Josè Saramango, Paola Cavalieri, Rosa Luxemburg sono solo una parte di coloro che, attraverso opere e stili di vita, hanno sostenuto la causa a favore dei diritti degli animali.
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